La storia di Little Tony

Chi era Little Tony

Little Tony, nome d'arte di Antonio Ciacci (Tivoli, 9 febbraio 1941 – Roma, 27 maggio 2013), è stato il primo vero interprete italiano del rock and roll. Cantante e attore sammarinese, ha portato in Italia il sound che arrivava dall'America e dall'Inghilterra, regalando al pubblico successi immortali come Cuore matto, Riderà e 24 mila baci, quest'ultima cantata in coppia con Adriano Celentano e classificata seconda al Festival di Sanremo 1961.

Nato a Tivoli da famiglia sammarinese da sette generazioni, con entrambi i genitori originari di Chiesanuova, Little Tony ha vissuto quasi sempre in Italia pur mantenendo la cittadinanza della Repubblica di San Marino, senza mai richiedere quella italiana.

Le origini: una famiglia di musicisti

La musica scorreva nel sangue dei Ciacci. Antonio era figlio di Novino Ciacci, cantante e fisarmonicista, e di Candida Latini. Lo zio Settembrino suonava la chitarra, i fratelli Enrico (1942-2018) ed Alberto (1938-2024) lo accompagnavano rispettivamente alla chitarra e al basso. La gavotta iniziò presto: ristoranti dei Castelli Romani, balere locali, teatri d'avanspettacolo. Antonio cantava, i fratelli suonavano, la provincia romana ballava.

L'Inghilterra: quando Little Tony divenne Little Tony

Nel 1958 tutto cambia. Durante uno spettacolo al Teatro Smeraldo di Milano, un impresario inglese di nome Jack Good nota il giovane Antonio e i suoi fratelli. La proposta è secca: venite a Londra. Partono. È lì che Antonio Ciacci diventa Little Tony, omaggio esplicito a Little Richard, e nasce il gruppo Little Tony and His Brothers.

Gli spettacoli in Inghilterra ottengono un successo che nessuno si aspettava. Tanto da convincere Little Tony a fermarsi per qualche anno. Ricorderà così quel periodo:

"A 16 anni sono andato a Londra senza una lira e senza sapere una parola di inglese a misurarmi con gente come Cliff Richard. Prendevo il treno a carbone e andavo a Manchester da dove andava in onda il programma Boys Meet Girls che ha fatto la storia del rock in tv. L'anno dopo il programma si intitolava Wham! – è da qui che George Michael ha preso il nome della sua prima band – e io ero ospite fisso. Uno degli autori di Elvis scrisse per me Too Good, che arrivò nella top 20 inglese nel 1959."

Un ragazzo italiano che entra nella classifica britannica a diciott'anni. Non era mai successo prima.

Il ritorno in Italia: cinema e Sanremo

Tra il 1958 e il 1960 Little Tony incide decine di dischi singoli: Lucille, Johnny B. Goode, Shake Rattle and Roll. Alcune sue canzoni diventano colonne sonore di film come Blue Monday, Il gangster cerca moglie, Che tipo rock e I teddy boys della canzone. Il cinema italiano scopre i musicarelli e Little Tony è il volto giusto: giovane, americano nel look, italiano nella simpatia.

Nel 1961 arriva il Festival di Sanremo. Little Tony sale sul palco dell'Ariston in coppia con Adriano Celentano. Cantano 24 mila baci e si classificano secondi. È l'inizio della carriera italiana vera e propria.

Lo stesso anno gira una raffica di film: 5 marines per 100 ragazze, Rocco e le sorelle, Nerone '71, La bella americana, Pugni pupe e marinai. Nei musicarelli viene quasi sempre doppiato da Massimo Turci, ma il pubblico non se ne accorge. Conta il personaggio, conta l'energia, conta il ciuffo ribelle che lo rende riconoscibile da lontano.

I primi successi discografici

Il primo vero boom discografico italiano è del 1962: Il ragazzo col ciuffo lo porta ai primi posti delle classifiche. Partecipa al Cantagiro con So che mi ami ancora, poi nel 1963 arriva secondo con Se insieme ad un altro ti vedrò, scritta dal fratello Enrico e arrangiata da Detto Mariano su licenza del Clan Celentano. Nello stesso periodo incide con successo T'amo e t'amerò, già presentata da Peppino Gagliardi.

Nel 1964 torna a Sanremo con Quando vedrai la mia ragazza e ottiene un buon successo estivo con Non aspetto nessuno, portata al Cantagiro insieme al lato B La fine di agosto. L'anno dopo è semifinalista a Un disco per l'estate con Viene la notte, canzone composta da Gianni Meccia.

Il trionfo: Riderà e Cuore matto

Il 1966 è l'anno della svolta. Little Tony porta al Cantagiro Riderà. La canzone non vince la manifestazione, ma succede qualcosa di più grande: vende oltre un milione di copie. Riderà diventa un tormentone, una di quelle canzoni che tutti sanno cantare, anche chi non compra dischi.

L'anno dopo arriva il capolavoro assoluto. A Sanremo 1967 Little Tony presenta Cuore matto, scritta da Totò Savio. La canzone arriva prima in classifica e ci resta per nove settimane consecutive. Non è solo un successo italiano: Cuore matto viene incisa in spagnolo dal gruppo Los Catinos e apre a Little Tony le porte dell'Europa e del Sud America.

Un episodio racconta meglio di ogni statistica cosa significò quella canzone. Little Tony, nella sua ultima apparizione televisiva nel 2013, ricordò:

"Il giorno in cui andai a fare le prove per inciderla ero poco convinto, la consideravo una canzoncina, e inoltre avevo già inciso Riderà. Dopo le prove mi sedetti e dietro di me sentii una voce dirmi: 'Hai una canzone che venderà milioni di dischi, è un'idea... fantastica!'. Quella voce era di Domenico Modugno."

Gli anni Settanta: Sanremo e la Little Records

Nel 1968 Little Tony torna al Festival di Sanremo con Un uomo piange solo per amore. Nell'autunno partecipa a Canzonissima, dove lancia Lacrime e La donna di picche.

Il 1969 inizia con un altro successo sanremese: Bada bambina. Little Tony decide di fondare una propria etichetta, la Little Records, con cui pubblica E diceva che amava me/Nostalgia.

L'anno successivo arriva un risultato straordinario: al Festival di Sanremo 1970 canta La spada nel cuore (composta da Mogol e Carlo Donida) in coppia con Patty Pravo. Conquistano un ottimo quinto posto finale.

Nel 1973 interpreta Come un anno fa, versione italiana di Vincent di Don McLean con testo tradotto da Francesco De Gregori (che, curiosamente, si firma De Gregorio). La canzone diventa la sigla dello sceneggiato Lungo il fiume e sull'acqua.

Nel 1974 torna a Sanremo con Cavalli bianchi e a Saint-Vincent, semifinalista di Un disco per l'estate con Quando c'eri tu.

Nel 1975 rende omaggio al suo maestro pubblicando l'album Tony canta Elvis, in cui interpreta vari classici di Elvis Presley.

Gli anni Ottanta e Novanta: televisione e revival

Gli anni successivi vedono Little Tony protagonista di trasmissioni di revival, riproponendo un personaggio che il pubblico non ha mai smesso di amare. Nel 1980 incide The Love Boat (Profumo di mare), sigla italiana della fortunatissima serie televisiva Love Boat.

Insieme con Bobby Solo e Rosanna Fratello forma il supergruppo Ro.Bo.T. (dalle loro iniziali) che riscuote grande successo partecipando come ospite fisso agli show di Canale 5 Premiatissima e Cantando cantando. Da quest'esperienza nasce la pubblicazione dell'album omonimo.

Nel 1985 incide Centomila volte ancora, singolo scritto da Toni Malco, Piero Calabrese e Carla Vistarini.

Nel 1991 incide il 45 giri Welcome to Montebelluna e, grazie al coordinamento generale dell'amico fraterno Roberto Valerio, il comune trevigiano gli concede la cittadinanza onoraria.

Gli anni Duemila: l'ultimo Sanremo

Nei primi anni Duemila Little Tony conduce su Canale 5 il varietà musicale I ragazzi irresistibili, insieme con Maurizio Vandelli, Rita Pavone e Adriano Pappalardo. Nel 2001 si esibisce al Concerto di Primavera al Taj Mahal di Atlantic City, insieme con Mario Merola, Anna Calemme e Mino Reitano.

Nel 2003 partecipa di nuovo al Festival di Sanremo con Non si cresce mai, in coppia con Bobby Solo. L'anno successivo canta, insieme con Gabry Ponte, il brano Figli di Pitagora.

Il 18 marzo 2005 riceve dall'Accademia Bonifaciana di Anagni il Premio Internazionale Bonifacio VIII "per i meriti conseguiti in Italia e nel mondo nel campo dello spettacolo, della canzone, della cultura".

Nel 2008 torna al Festival di Sanremo con Non finisce qui. Nello stesso anno partecipa al film L'allenatore nel pallone 2, accanto a Lino Banfi.

Nel 2011 festeggia 70 anni e pubblica l'album È impossibile.

L'ultima apparizione e la scomparsa

Little Tony fa la sua ultima apparizione pubblica il 9 marzo 2013 nel programma I migliori anni di Carlo Conti, cantando Riderà e Cuore matto.

Muore a Roma il 27 maggio 2013, all'età di 72 anni.

Dopo la sua morte gli è stato dedicato un memorial presentato da Fanny Cadeo e Fernando Monteleone, durante il quale sono state premiate le associazioni con cui collaborava.

Il 3 settembre 2023, alla presenza della figlia Cristiana, è stato svelato nel comune di Tivoli un busto in suo ricordo.

Il 1° marzo 2026 viene inaugurata la mostra permanente Little Tony Collection, ideata e organizzata dall'amico fraterno Roberto Valerio presso il Palazzo Simon Benetton a Valdobbiadene (TV).

Vita privata

Little Tony è stato sposato con Giuliana Brugnoli. La coppia si è unita in matrimonio negli anni negli anni '60, dopo essersi conosciuti a Roma nel 1963, ed ha avuto una figlia di nome Cristiana.